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Basta sprechi: condividiamo anche il cibo!

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Come scritto nella mia presentazione, sono una studentessa fuori sede. Cosa poco importante, è vero, ma questo ha significato per me cambiare abitudini e soprattutto inserirne di nuove. La più difficile fra tutte? FARE LA SPESA.
Non sarò certo la prima (e nemmeno l’ultima) a cui è capitato di comprare troppa verdura o frutta ed essere costretta a buttarla via perché andata a male. Anzi, in casa non facciamo che dividerci le cose, lasciarle agli altri coinquilini se qualcuno va via, così da ridurre gli sprechi di cibo, ma spesso non è sufficiente.

La situazione italiana

In Italia, come si può leggere su La Stampa, si getta via 5 milioni di tonnellate di cibo l’anno. Ok, il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la «legge Gadda», contro gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, ma all’interno delle mura domestiche come è possibile ridurre gli sprechi?

Dal sito tedesco allo sviluppo di app

Nel dicembre 2012 è stata lanciata una piattaforma di scambio tutta tedesca. Su foodsharing.de si legge «siamo un’iniziativa impegnata nello spreco alimentare. “Salviamo” cibo indesiderato e sovrapprodotto nelle famiglie e nelle piccole e grandi imprese. […]
La nostra iniziativa di condivisione degli alimenti è stata creata nel 2012 a Berlino. Da allora è diventato un movimento internazionale con oltre 200.000 utenti registrati in Germania, Austria, Svizzera e altri paesi europei. »

Ma attenzione, in questo sito i foodsharers non possono mettere a disposizione «cibi deperibili come pesce, pollame, carne, piatti a base di uova crude e cibi preparati». Infatti ci sono regole precise da seguire e un regolamento alimentare da rispettare.

Da questa idea sono nate in Italia tante app che possono essere utilizzate dal singolo cittadino per condividere il cibo, riducendo i costi e facendo del bene a qualcuno.

Un primo esempio è BringTheFood che permette sia a ristoratori che privati di donare eccedenze alimentari di prodotti freschi e cotti. Condividere è semplice: basta indicare il tipo di cibo (fresco, cotto, secco, surgelato), darne una descrizione ed indicare quantità e scadenza. Gli altri utenti potranno così vedere le donazioni nelle vicinanze e prenotarle.
Altre app invece permettono ai commercianti di condividere offerte speciali su cibi in eccedenza che rischiano di non essere venduti o prossimi alla scadenza. MyFoody e Last Minute Sotto Casa ne sono due esempi.

 

Written by Lux

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università degli Studi di Firenze, è la piccola del team. Nella vita è studente a tempo pieno distaccata a Milano e proprio per questo ci parla di urban lifestyle a 360°.

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