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Il cohousing come alternativa reale alle comunità virtuali

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Le origini e le caratteristiche del cohousing

Il termine cohousing si usa per identificare quel tipo di insediamenti abitativi destinati all’uso collettivo e alla condivisione fra coresidenti.
L’idea è di creare un modello di convivenza che permetta ai residenti di contenere i costi di mantenimento e di sfruttare appieno le ampie aree comuni a disposizione.

Da un lato, il cohousing rappresenta una strategia di sostenibilità: la progettazione partecipata e la condivisione di spazi agevolano la socializzazione e la cooperazione fra gli individui. Dall’altro, l’uso di servizi in comune e l’applicazione di altri modelli della sharing economy (ad es. il car sharing) favoriscono il risparmio energetico.

Ecco quindi che il cohousing diventa anche veicolo per diminuire l’impatto ambientale della comunità e favorire un approccio di convivenza ecologica.

La lotta al dominio delle comunità virtuali

Oggi è sempre più evidente il predominio dei social network su molti aspetti dei nostri rapporti sociali. Fra le molte conseguenze negative, una consiste nell’aumento dell’isolamento fisico degli individui. A volte gli utenti sono tanto collegati alla rete sociale virtuale da dimenticarsi di rafforzare le relazioni anche nella vita vera.

Fortunatamente, di fronte a questi enormi cambiamenti, nascono community reali e “fisiche” per contrastare il propagarsi delle comunità virtuali.
Ecco perché il fenomeno del cohousing, nato nel Nord Europa negli anni ’60, sta riprendendo piede anche oggi.

Uno degli scopi dei fondatori di spazi cohousing, infatti, è quello di spingere le persone a tornare a condividere realmente il loro spazio e le loro vite sociali extra social.

E in Italia?

In Italia il fenomeno sta crescendo lentamente e, come spesso accade per vari aspetti della sharing economy, Milano è al centro del cambiamento.

“NON COSTRUIAMO CASE MA SENSO DI APPARTENENZA”

Questa la mission di Cohousing.it, società di servizi che dal 2007 punta a “innovare i modelli abitativi partendo dalle persone, dalle loro esigenze, dai loro desideri”.

Fra le loro realizzazioni ricordiamo Urban Village Bovisa, il primo progetto di cohousing nel quartiere Bovisa di Milano. Dopo aver rigenerato una ex fabbrica di tappi (che è diventa una bellissima residenza in cohousing) 32 famiglie sono entrate nelle loro case nel 2009. E’ stato un primo esperimento di enorme successo e che ha aperto la strada ai progetti successivi.

Quattro sono i loro progetti attualmente in corso: Cohousing Chiaravalle, Coventidue, Urban Village Navigli e Borgo la Vetreria.

Building Collaborative Life” è il loro motto: realizzare una progettazione partecipata, costruendo una comunità basata su precisi valori e modelli collaborativi.
Un approccio, il loro, che porta il concetto di “vicinato” a livelli estremi, cercando di realizzare una comunità attraverso tre aspetti:
– aggregazione di persone
– personalizzazione e progettazione condivisa degli spazi e dei servizi
– aiuto da parte di “facilitatori” (esperti del settore).

 

Written by beerok23

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale nel 2010, nella vita lavora in Bicocca come dipendente ed è mamma di Andrea Elena. E' l'amministratrice del sito e si occupa di space sharing.

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