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Couchsurfing: come girare il mondo da un divano all’altro

26 min read

Come ormai è stato appurato, il mio trasferimento ha comportato diversi cambiamenti nella mia vita. La differenza più eclatante ed evidente è sicuramente stata quella di ritrovarmi a condividere una casa con altre quattro persone.
È vero, si cresce e in qualche modo si diventa coinquilini anche in casa propria: i figli sempre più indipendenti e i genitori sempre più liberi. Ma ti è mai capitato di ritrovarti con quattro estranei nella stessa cucina?

Inizialmente la condivisione degli spazi può essere difficile, si devono trovare dei compromessi, ma in fin dei conti l’ho cercato io un appartamento da condividere, quindi come si suol dire: “Hai voluto la bici? Oh pedala!”.
Inoltre devo ammettere che sono stata fortunata; non so fra i lettori quanti abbiano vissuto questa esperienza, ma certamente in casa nostra le regole descritte dal The Guardian si sono imposte spontaneamente e vengono abbastanza rispettate. D’accordo magari alcune più rigidamente di altre, ma si sa, è difficile abbandonare le proprie cattive abitudini! L’importante è essere cortesi, mantenere l’ordine e rispettare gli spazi altrui.

Comunque queste persone con cui condivido spazi, oggetti, momenti, saranno le stesse per dei mesi, cosa che facilita certamente la conoscenza reciproca e la nascita di rapporti di amicizia. Ma quando la convivenza è temporanea? Nel couchsurfing (o CS) infatti le persone con cui condividi spazi non si fermano certo per lunghi periodi e la convivenza non è forzata; nessuno infatti obbliga gli utenti a partecipare a questa iniziativa. Piuttosto chi ha spirito d’adattamento può affrontare esperienze del genere e imparare ad arrangiarsi, qualsiasi divano (o proprietario di divano) si trovi davanti.

Cos’è il couchsurfing

“Couchsurfing is a service that connects members to a global community of travelers. Use Couchsurfing to find a place to stay or share your hometown with travelers” è la definizione che troviamo sul sito.
I primi passi e i suggerimenti che vengono offerti sono semplici:

  • Crea un profilo con una foto e una tua descrizione; deve rappresentarti.
  • Fai sapere agli altri se cerchi ospitalità o la offri.
  • Se sei un nuovo surfista frequenta gli eventi creati nella tua città ed incontra altri utenti; è il miglior modo per comprendere il funzionamento del servizio.
  • Quando ti senti pronto, parti all’avventura! Identifica i probabili padroni di casa da cui vorresti alloggiare, leggi attentamente i loro profili ed invia una richiesta personalizzata.

Esistono anche delle semplici regole per essere un “buon couchsurfer”, un buon coinquilino: essere ordinato, affidabile, rispettare le differenze, credere al proprio istinto e soprattutto “Be open to giving, receiving, and discovering the unexpected” perché il couchsurfing è condivisione e connessione.

I valori sono semplici e riprendono la massima di Robert Baden-Powell “Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato”. Per vivere al meglio quest’esperienza infatti si deve condividere le proprie vite, applicare la generosità liberamente così da creare legami e migliorarci come cittadini del mondo.

Perché partecipare all’iniziativa

Ecco, parliamo di cose pratiche: perché partecipare? Semplice, innanzi tutto si ha un notevole risparmio di soldi. Poter abbattere i costi del pernottamento infatti garantisce la possibilità di destinare una parte più ampia del budget ad altre spese, siano queste deputate al trasporto, ad extra o addirittura ad un altro viaggio. Inoltre scegliere questa opzione per mete costose come Singapore (ne parlo per esperienza), può davvero semplificare la gestione del denaro. In ogni caso, con questo metodo si può pernottare ovunque, per cui è particolarmente indicato per gli amanti dei viaggi.

Conoscere gente del posto può essere un grande vantaggio. Il locale che ti ospita potrà infatti consigliarti i posti in cui andare a mangiare, dove risparmiare soldi ma mangiare piatti tipici di buona qualità e quali invece evitare. Per di più avrai a disposizione una cucina, il che significa poter cucinare e risparmiare.

Allontanandoci dal puro lato economico, l’ospitante saprà comunque consigliarvi i migliori locali e le migliori attività del posto. Inoltre viaggiare sui divani permette di poter partecipare alla vita locale. Se infatti normalmente i turisti si radunano attorno alle principali attrazioni, fanno mega colazioni in hotel e girano per le città con la modalità navigatore sempre attiva sulle mappe del cellulare, stare a contatto con gli abitanti della zona permette di scoprire l’autentica vita del posto. Ancora, scoprire le usanze e tradizioni del posto renderà sicuramente più unico il viaggio ma anche la permanenza. In questo modo infatti sarà possibile apprezzare e valutare le diversità e comprendere a pieno la cultura che in quel momento ti ospita.

Il discorso comunque è reciproco: incontrare nuove culture dà la possibilità di condividere e far conoscere anche la nostra. E diciamocelo, poter abbattere qualche pregiudizio, che sia nostro nei confronti degli altri, o degli altri nei nostri confronti, non fa che bene! Insomma condividere con il mondo un’idea diversa da quella che possono avere per stereotipi o notizie giornalistiche, o perché no, far scoprire all’ospitante che l’Italia non è solo PASTA AL POMODORO, PIZZA, MAFIA E MANDOLINO.

Altra ottima motivazione è il far pratica con le lingue. Sia che tu debba migliorarti o mantenerti in allentamento, quando si è costretti a parlare obbligatoriamente una lingua diversa dalla propria, non si può far altro che perfezionarsi. Anche perché sarà impossibile, oltre che scortese, evitare qualsiasi tipo di contatto e comunicazione con l’ospitante.

Cercare ospitalità

Per cercare ospitalità, l’utente può inserire il proprio itinerario, ed aspettare di essere contattato, oppure ricercare host in una determinata città. All’atto pratico, comunque, deve riempire un modulo con informazioni di base, come la data del soggiorno, un po’ di info su sé stesso e il motivo della richiesta. Inoltre i parametri che gli utenti possono inserire sul sito per cercare asilo sono diversi: età, genere, località ma anche ultimo accesso. Quelli che offrono ospitalità non sono però obbligati a rispondere alle richieste. Altro parametro utile per chi cerca accoglienza infatti è la percentuale di risposte date, presente sul profilo dell’ospitante. Ma si sa, domandare è lecito, rispondere è cortesia.

In ogni caso sul profilo degli utenti ospitanti vengono riportate le recensioni (referenze) di surfisti che hanno avuto modo di ricevere ospitalità da questi. Fare attenzione a come vengono valutati può essere utile nel momento in cui si sta scegliendo l’host. È ulteriormente importante leggere bene la descrizione del posto che viene offerto: infatti a volte può capitare che la sistemazione momentanea sia proprio l’altra piazza del letto matrimoniale del proprietario.

Invece, per quanto riguarda i termini e le condizioni dell’ospitalità, si prendono accordi fin da subito. Questo vuol dire che se la ricerca inizia mesi prima del viaggio questi vengono già stabiliti, mentre se la richiesta è last-minute, gli accordi saranno presi sul momento.
Infatti, sembrerà strano se poco inclini all’avventura, ma esistono persone, o meglio gruppi di guest, che cercano accoglienza all’ultimo minuto. (Se interessato a questo brivido, ricerca ospitalità nelle grandi città, è lì che si creano questi gruppi e si ha maggiori probabilità di successo).
I gruppi possono essere utili per ottenere informazioni, ma anche cercare compagni di viaggio od organizzare incontri fra surfisti. Gli eventi, in particolare, vengono pubblicati sul sito, quindi sono ricercabili da chiunque. (Come detto prima, queste iniziative hanno una buona riuscita nei grandi centri.)

In ogni caso, inutile che continui a darti informazioni lette su internet. Il modo migliore per capire veramente come funzioni questa community è chiederlo a chi ne fa parte, ed io per l’occasione ho intervistato due surfiste!

Come una vera reporter

Francesca, la mia maestra della scuola materna ben 19 anni fa e attualmente insegnante di scuola Primaria, vive a San Giovanni Valdarno (AR) in Toscana, e la sua occupazione le permette di sfruttare le vacanze estive per girare il mondo. Appassionata di viaggi, come avrai modo di scoprire, è una vera esperta di ospiti e divani!

Yellowknife, capitale dei Territori del Nordovest, Canada

Tawna, capo negoziatore per il governo dei Territori del Nordovest, Canada, negozia le rivendicazioni dei territori da parte degli aborigeni con accordi e trattati. Un amico comune ci ha messo in contatto e adesso è anche amica mia. È originaria di Yellowknife, capitale dei Territori del Nordovest, una città circondata da rocce, tundra e acqua, costruita sulla costa del Grande Lago degli Schiavi. National Geographic consiglia di visitarla per vedere l’aurora boreale durante l’equinozio di primavera o d’autunno Grazie al suo lavoro si è potuta prendere nel 2015 un anno di riposo ed ha così avuto l’opportunità di viaggiare per dieci mesi (Cosa che mi ha confessato rifarà nel 2020!). Lei è anche una scrittrice e fotografa freelance e qui puoi trovare I suoi racconti e le sue foto: www.tawnabrown.com.
Inoltre è una vera cittadina del mondo, sul blog di lei racconta “I like to think that I LIVE IN THE WORLD” e si è rivelata una candidate ideale per parlare di CS!

E’ da tanto che fai parte della community di coachsurfer?

F: Mi sono iscritta nel 2005 (il sito è stato lanciato nel 2004) ma la prima esperienza di ospitalità risale a gennaio 2003 tramite il sito australiano Globalfreeloaders.com.
T: I’ve been a member since 2009, although I haven’t been active.

Come hai conosciuto quest’iniziativa e cosa ti ha spinto a farne parte?

F: Mi sono imbattuta per caso navigando nel web nel sito Globalfreeloaders.com (GFL) nel gennaio 2003. Sia io che il mio compagno, durante i nostri viaggi “fai da te”, abbiamo sempre cercato di conoscere persone del posto e ci è sempre piaciuto socializzare con altri viaggiatori. Per questo motivo è capitato spesso di invitare persone incontrate in viaggio a venirci a trovare in Toscana, ospiti a casa nostra e di conseguenza ad avere amicizie internazionali che si sono rilevate durature nel tempo. Nel momento in cui ho trovato dei siti che facilitavano la conoscenza di viaggiatori ospitandoli direttamente a casa propria, ho proposto al mio compagno di provare ad iscriverci e fare l’esperienza, che però implicava di aprire la porta di casa a degli sconosciuti basandosi solo sulla descrizione che ognuno faceva di se stesso (il sito globalfreeloaders ha una struttura molto semplice, per fare un esempio su tutti, è possibile inserire una sola foto).
La prima richiesta che arrivò fu da parte di due ragazzi della Tasmania, chiedevano di venire ospitati per una notte e noi decidemmo di accettarli. Fu una serata molto particolare perché percepimmo di vivere un’esperienza di vero arricchimento umano e culturale: in un grigio giorno infrasettimanale del mese di gennaio, stavamo cenando in compagnia di due persone estremamente educate e interessanti, che vivevano dall’altre parte del mondo e condividevano con noi la loro esperienza di viaggio di un anno in giro per il globo, rispondevano con entusiasmo a tutte le nostre domande sulla Tasmania e infine ci permettevano di conversare in inglese, ovvero di esercitarci in questa lingua con persone madrelingua.
Inutile dire che “la prova” si rivelò assolutamente positiva.
Nei mesi successivi ricevemmo altre richieste e decidemmo di ospitare altri viaggiatori. Con l’esperienza capimmo che era meglio ospitare per un minimo di due-tre notti, in modo da avere più tempo di instaurare delle vere e proprie amicizie e conoscere meglio i nostri ospiti.

Decisi anche di iscrivermi ad altri siti simili a GFL che nel frattempo stavano nascendo, come www.hospitalityclub.org, www.stay4free.com, www.travelhoo.com, www.place2stay.eu. Si rilevarono quasi tutti molto utili ma nel passato ho usato in modo prevalente il primo perché era quello che funzionava di più e aveva più persone attive. Dal 2007 viaggiamo esclusivamente con Couchsurfing perché in poco tempo è diventata la comunità con più iscritti ed il sito più fruibile dai membri.

T: One winter day, in 2008 or 2009, I was out walking my dog with my friend, and she told me about couchsurfing; this was the first time I heard about it! I love traveling and meeting new people; I especially enjoying getting to visit a place from an insider’s perspective. I thought this would be a great opportunity to meet and connect with new people, have more enriching experiences, and get to share information about my hometown and region with others.

Hai viaggiato molto con questo metodo?

F: Abbiamo iniziato a viaggiare con questo metodo nell’estate del 2003, durante una vacanza di un mese e mezzo in Australia. In quell’occasione fummo ospitati da una decina di famiglie in zone e città diverse, in pratica venivamo accolti come lontani parenti quindi in modo informale ma con il massimo dei riguardi e con la volontà di trascorrere del tempo con noi, portarci in giro e farci conoscere agli amici.
Questa nuova prospettiva di viaggio ci conquistò totalmente: i ricordi di una vacanza, lunga o breve che fosse, non erano legati solamente ai luoghi visitati ma principalmente alle esperienze vissute con persone che ti permettono di entrare fisicamente nella loro casa, nella loro vita e più in generale nella cultura e nelle usanze del Paese visitato. Sono persone o famiglie di mentalità aperta, curiose, generose e positive che vedono uno straniero come una grande risorsa per aumentare le proprie conoscenze. La guida di viaggio diventa secondaria perché se vieni ospitato ricevi consigli preziosi su cosa andare a vedere nei dintorni e alcune volte sono gli stessi host che ti portano in giro.
Dal 2003 non abbiamo mai smesso di programmare un viaggio senza includere l’ospitalità, sia all’estero che in Italia. L’ultima esperienza risale alla scorsa estate in Olanda, ad Amsterdam.
Oltre che in Australia siamo stati ospitati in Canada, Brasile, Argentina, Egitto, Tunisia, Sudafrica, in molti Paesi dell’Europa e regioni italiane.

T: Not really, considering the amount of travel I do. But it sure is a great way to enrich and supplement your travel experiences! I couchsurfed about 8 times, in Italy, Tahiti, New Zealand, France, Australia, Bali, USA (and as a result of forming new friendships, I returned and stayed with some of these new friends multiple times, but I no longer consider that couchsurfing.)
For some couchsurfing experiences, I slept over (and “couch surfed”), while in others, I just met up for socializing while I was visiting their city. It is a great network that way! No matter where you go, by being part of this network, you almost always have someone out there who is willing to connect with you.

Viaggi ancora surfando fra i divani degli utenti?

F: Sì, ritengo che un viaggio abbia meno fascino se non si conoscono persone del posto. CS permette di leggere i profili degli utenti e di scegliere a chi inviare la propria richiesta di ospitalità, io investo molto tempo a cercare persone che ritengo “compatibili” con me/noi per interessi, età, stile di vita etc., per questo è molto importante che ogni utente descriva il più possibile se stesso. Le referenze sono utilissime per capire se altri guest in passato hanno avuto esperienze positive o meno durante la loro permanenza. Spesso le referenze costituiscono un’occasione per ringraziare pubblicamente il proprio host e dalle parole usate, dai racconti, dal tono amichevole si può capire davvero tanto.
Un giovane viaggiatore studente può utilizzare questo metodo anche per risparmiare sul budget, perché è innegabile che trovare chi ti apre la porta di casa vuol dire anche non dover pagare per alcune notti l’alloggio. Ovviamente non è il mio caso, vista l’età e la fortuna di avere un lavoro sicuro, quindi chiedo ospitalità solo con la prospettiva di fare nuove amicizie e riscontrare dall’altra parte lo stesso desiderio.
Negli anni mi è capitato di chiedere ospitalità come coppia, oppure da sola (in questo caso chiedo a donne o famiglie) o con un’amica non iscritta a CS. In tutti i casi ho sempre fatto esperienze positive, non ho mai avuto nessun tipo di problema.

T: While I travel often, CS isn’t something I regularly do. I often return to some of the same places that I love so dearly, and that usually means I already know where I’ll be staying, what I’ll be doing, etc…so I’m not really looking for that exploratory/new experience all the time. That being said, couchsurfing still is an option that I would consider.

Invece quanti surfisti sono capitati sul tuo divano? E di che tipo?

F: In 14 anni abbiamo ospitato circa 120-150 persone di tutte le età e provenienti da ogni angolo del pianeta: dal Giappone all’Argentina, Australia, Hawaii, Nuova Zelanda, USA, Messico ma anche da Roma o da paesi sperduti della Sardegna. Alcune erano coppie, altri viaggiatori singoli, altri amici.
Abbiamo avuto studenti che prima di iniziare l’Università hanno deciso di fare il giro del mondo “ zaino in spalla”, due amiche e insegnanti della Nuova Zelanda di 50 anni che dopo aver cresciuto i propri figli si sono fatte un bel viaggio insieme in Europa, una coppia di australiani che alternano un anno di viaggio in moto ad uno di lavoro, una mamma finlandese con la propria figlia di 8 anni, una ballerina americana che voleva frequentare uno stage a Firenze, l’assistente personale dell’attrice americana Daryl Hannah, una coppia argentina di ballerini di tango e tanti altri. In genere, se li ospitiamo durante la settimana, loro vanno a visitare Firenze, Arezzo o Siena e poi ceniamo insieme a casa. Se invece sono libera dal lavoro nel pomeriggio, propongo un giro in macchina nei dintorni e durante il fine settimana possiamo anche programmare una giornata da trascorrere insieme in luoghi non facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici.
Dato che tra le materie che insegno è compresa la lingua inglese, nel mio profilo ho scritto che i nostri ospiti sono i benvenuti nelle mie classi per una breve intervista da parte degli alunni. Previa autorizzazione del Dirigente Scolastico, mi è capitato di avere per un’ora o due i miei ospiti in classe ed è stata un’esperienza assolutamente costruttiva in quanto è servita per stimolare la curiosità di tutti i bambini, la volontà di studiare bene le domande da fare e di ascoltare con la massima attenzione le risposte.

T: I travel a lot for work and live a fairly busy life. So I haven’t had my home open to host visitors. However I have hosted twice, one was a young man traveling around Canada doing a project for university about what “community” means to people; the other was a grandmother from the USA who was finally getting some freedom in her life. Two very different people, and I such interesting experiences.

È ancora attuale questo metodo di offrire e ricevere ospitalità?

F: Secondo me è ancora molto attuale, lo dimostra il fatto che riceviamo tutt’oggi molte richieste da persone di varie nazioni. La fascia di età di maggiore utenza è dai 20 ai 30 anni. Noi stessi, a seconda di quanti giorni prevediamo di stare in viaggio e solo se siamo da soli, lo usiamo regolarmente.

T: Yes. The networking has grown tremendously, but I haven’t kept involved. There are also community events, where other CS hosts in your community get together for social events, and sometimes there are couchsurfers there too. I went to one of these once in my own city, it was a really great way to get out and have a social life!

Hai un aneddoto o un’esperienza carina da raccontarmi?

F: Ne ho molte! E’ difficile scegliere, ma ci provo.
Da guest: alcuni anni fa abbiamo viaggiato in Sicilia con i mezzi di trasporto per due settimane e il 31 dicembre alle 18 siamo approdati in treno in un paesino della provincia di Agrigento dove era venuto a prenderci il nostro host, un ragazzo della nostra età. Dopo mezz’ora io ero nella cucina della madre con altre tre donne di famiglia ad impastare ed infornare prelibatezze siciliane, ridendo e scherzando come se ci fossimo conosciuti da sempre. Il mio compagno, nel frattempo, era con altri “nuovi amici” a fare il giro dei negozi e ritirare le bevande per la serata. Dopo tre ore eravamo in una grande casa di campagna con una trentina di persone per il cenone e la festa di fine anno, coccolati da tutti in quanto “special guests”. Ne è nata una vera amicizia, tanto che dopo pochi mesi siamo ritornati a trovarli in seguito a sinceri e numerosi inviti da parte di tutta la famiglia.
Durante le vacanze di Natale del 2010 siamo stati ospitati a Tozeur, nel sud della Tunisia da un ragazzo che sul sito di couchsurfing aveva creato un gruppo per trascorrere l’ultimo dell’anno insieme. Eravamo di diverse nazionalità, c’erano alcuni tunisini, un ragazzo tedesco, uno belga, una donna inglese e una italiana e per la notte ci arrangiammo con sacchi a pelo e materassini in una grande casa appena finita di costruire. Trascorremmo tre giorni insieme tra escursioni nel deserto, cene tipiche e visite a luoghi della zona. Poi, arrivato il momento dei saluti, il ragazzo tedesco ci chiese quale fosse il nostro programma per i giorni seguenti e visto che, senza fretta, dovevamo risalire verso Tunisi con i mezzi di trasporto, lo invitammo ad unirsi a noi. Ne è nata un’amicizia autentica, ancora oggi siamo in contatto, siamo stati a trovarlo a Berlino e lui è venuto da noi con la fidanzata per alcuni giorni due anni fa.
Da host: Circa 10 anni fa ospitammo per quattro giorni una coppia di Christchurch, in Nuova Zelanda. Era la prima volta che venivano in Italia, avevano qualche anno più di noi e gestivano un ristorante di loro proprietà. Passammo dei bei momenti insieme, anche in compagnia della mia famiglia e di amici. Tornati a casa, colpiti dal loro viaggio e dal paese di San Giovanni Valdarno, decisero di fare un corso di lingua italiana e tornarono dopo circa un anno e mezzo con l’intenzione di perfezionare la lingua nella scuola per stranieri presente nel nostro paese. Affittarono un appartamento vicino a casa nostra per due settimane, e nel pomeriggio passavo per salutarli ed aiutarli nei compiti per casa, poi la sera capitava di cenare insieme parlando ormai in italiano. Tornarono di nuovo dopo qualche anno con un’altra coppia per mostrare loro le bellezze della Toscana, e anche in quell’occasione riuscimmo a vederci di nuovo con piacere.
Un’altra volta abbiamo ospitato una coppia di americani molto simpatici, lui viaggiava con una piccola chitarra al seguito ed entrambi erano molto bravi a cucinare, ne conseguirono giorni di grandi cantate e mangiate. Ogni sera si aggiungeva qualche nostro amico curioso di entrare in una casa allegramente sconvolta dai nuovi arrivati.

T: I have so many, I could write a book! But I will share two with you that stand out. I was in Tuscany for my 1st time, and it was my birthday. My new Italian friends and I were leaving the seaside that we had visited for 2 nights, to head back to their home. When we were leaving, I find out that I would get to ride on the back of a Harley Davidson motorbike! It was so thrilling for me; 150km/hr, my skirt and hair was wildly flapping in the wind, driving through the beautiful Tuscan landscape. I was so happy and free! It was the most memorable moment of any of my birthdays! And to this day, I am still connected with that person. It was that very first visit to Tuscany that ignited my love affair with Italy; I’ve been back about 9 times now, and plan on going almost annually!
Another time, again in Tuscany, I stayed with a host for 2 or 3 nights. I didn’t get to spend much time with my new friend, as he was working quite a bit, but we had time to walk around in the village, have dinner together, and visit his workplace (winery!) A couple of weeks later, while I was still in Tuscany, my plans to stay with a friend didn’t turn out and I was without a place to stay. I got in touch with my new CS host friend, and he invited me to return and stay at his place for a couple of nights. Now fast forward time to about two years later; I was sitting in my office at work and I received an invitation to attend his wedding in Italy! I was so excited and honored that he invited me, to be part of this very special and intimate event, with the people that mean the most to him. The wedding, including the events before and after it, became the most memorable one I’ve ever been to in my life. I didn’t know anyone, other than the groom. I didn’t know the Italian language. But I had the time of my life and memories to last forever. All thanks to CS.

Come mi hai raccontato, si instaurino anche veri e propri rapporti di amicizia. Sei ancora in contatto con qualcuno?

F: Assolutamente sì. Con alcune persone ci siamo rivisti più di una volta: siamo stati loro ospiti e poi abbiamo ricevuto la loro visita o viceversa. Abbiamo un carissimo amico a Stoccolma da più di dieci anni, è venuto a trovarci molte volte, anche con tutta la famiglia (prima con genitori e fratello, poi con moglie e figlio). Poi un altro amico in Belgio, una ragazza a Barcellona, un’altra a Rio de Janeiro che ci ha ospitati tanti anni fa e poi è venuta due volte da noi. Con una donna che mi ospitò per una notte a Roma siamo diventati ottimi amici, e grazie alla vicinanza, ci vediamo e ospitiamo spesso.

T: I’ve kept in touch with a few of my former CS hosts who have become very good friends. I don’t even think about how we met, it feels like we’ve known each other for years. That’s the thing when you meet like-minded people, no matter where you go in the world, you will be connected with someone. I’ve met some incredible people and their families. And it has been one of the most enriching aspects of travel for me back in younger years.
Other surfers…I haven’t really met many during my CS experiences. I have connected with a few of them on facebook, but I haven’t yet reunited with any. I hope our paths will cross again one day.

Come descriveresti l’user experience del sito?

F: E’ molto funzionale e semplice da usare. E’ gratuito, ma versando la quota di 25 euro si ha la possibilità di diventare “membri verificati” e di avere maggiori garanzie e sicurezza.
Trovo molto utili i gruppi suddivisi sia per aree geografiche che per città o interessi personali. Nel passato ho utilizzato la mia iscrizione ad un gruppo di Cser amanti della montagna e delle escursioni per realizzare una vacanza di una decina di giorni in zona Dolomiti in estate: una donna americana aveva scritto un post dove cercava compagnia per trekking e ferrate, abbiamo risposto in quattro persone di nazionalità diverse e ci siamo accordati nei giorni precedenti alla partenza sulle modalità del soggiorno. Ne è uscita fuori una bellissima esperienza, ho continuato a viaggiare negli anni successivi sia con la donna americana (ma residente in Francia) che con un’altra di Barcellona; ci sentiamo spesso e ci possiamo considerare amiche a tutti gli effetti.

T: I haven’t used the website for a long time. When I used it, it was pretty simple to use. I like how people can leave references about CS hosts, and that host is unable to edit or delete it. It provides a certain level of safety that shouldn’t be ignored. I also like how you can contact other people who have met or stayed with that person, so you can ask them questions about their experience and about the host. This is another safety aspect that is important, particularly for solo travelers.

Hai qualche consiglio da darmi?

F: Se non sei iscritta, prova ad iscriviti anche se attualmente non puoi ospitare a casa tua. Infatti il sistema prevede di dare la disponibilità anche soltanto a fare una passeggiata nella tua città con chi lo richiede oppure a cenare insieme in modo informale per esempio in pizzeria, giusto per conoscersi. Se hai modo, chiedi ad amici già iscritti di lasciarti delle referenze, così chi legge il tuo profilo e vuole contattarti si sente più sicuro.
Oppure crea il tuo profilo, poi entra nella sezione “gruppi” e cerca quello della tua città. Iscrivendoti, avrai la possibilità di partecipare ad un meeting di CSer che può avere cadenza settimanale o mensile, dipende dal gestore del gruppo. I meeting di solito prevedono di trascorrere una serata in compagnia di CSer che vivono nella tua città e nello stesso tempo di CSer viaggiatori che si trovano a passare da un determinato luogo e hanno il desiderio di socializzare. Sono aperti a tutti, sono quindi benvenuti gli amici degli amici, anche se non sono membri del sito.
Alcune volte vengono creati eventi (escursioni in montagna di un giorno, visite a musei, partecipazione a concerti etc.) ai quali ognuno può aderire o meno, in genere hanno costi molto bassi e sono utili per consolidare amicizie appena sorte o farne di nuove.

T: Be mindful and respectful of the host’s house rules, and also be sure to read their entire profile and learn about them. Do something nice for them, whether it is making them dinner, taking them out for a drink, teaching them something (ex. photography, language, cooking), leaving them with a gift, or just spending time with them. They are opening up their life and giving you their time; be grateful that there are people like that all over the world.
Be safe….especially for solo travelers. Read the references of the host, read their profile, do your research (google their name, their company, etc). Try to connect with the host in advance of your visit, to get to know them better (and for them to get to know you too).
Thank your host. Keep in touch with them (if you want to). Hopefully you’ve made a new friend, and maybe one day they will come visit you. (I have yet to have one visit me, and I live in a pretty cool place in the world!) But even if they don’t come visit you, keep in touch; you have expanded your web of connections in the world, and that will prove to.

Quindi

Inutile aggiungere altro. Dopo tutto questo entusiasmo non resta che fare l’iscrizione al sito!! Infatti come anche la ricerca di Kunz e Seshadri ci suggerisce, la community di viaggiatori su couchsurfing.com può essere utile anche per incontrare nuovi amici “reali”. Appunto grazie agli eventi e alle informazioni sulle destinazioni, è possibile trovare altri surfisti con cui condividere il viaggio.

Addentrandoci di più nello studio pubblicato sul Journal of Business Research, si nota come la completezza di dettagli del profilo e il modo di comunicare, insieme alla fiducia e alla simpatia percepite, influenzino la volontà di instaurare relazioni offline. Altri elementi fondamentali sono la reputazione online e le similitudini percepite. Dunque, per instaurare relazioni durante il viaggio devi cercare membri affini che possano ospitarti o anche solo accompagnarti in un giro turistico della tua meta.

A me non resta che augurarti buon viaggio!

Curiosità

Sulla piattaforma troviamo i profili degli ideatori Casey Fenton e Daniel Hoffer, naturalmente validati, ma il primo ha studiato all’ “università della vita” mentre l’altro non ha un documento di identità verificato e si occupa di “cose d’affari”. Vedere per credere!

Per qualsiasi altra informazione e approfondimento scarica la app e controlla le fonti.

Fonti

Sitografia

The Guardian

CouchSurfing

viaggiaredasoli.net

tripsavvy.com

Wikipedia

National Geographic

GlobalFreeloaders

The Hospitality Club

Stay 4 free

Travelhoo

place2stay.net

Tawna Brown Photography

Bibliografia

Kunz, W., & Seshadri, S. (2015). From virtual travekers to real friends: Relationship-building insights from an online travel community. Journal of Business Research, 68, 1822-1828.

“You have friends all over the world, you just haven’t met them yet.”

 

Written by Lux

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università degli Studi di Firenze, è la piccola del team. Nella vita è studente a tempo pieno distaccata a Milano e proprio per questo ci parla di urban lifestyle a 360°.

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