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Home Exchange: la nuova frontiera di vacanza alternativa

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Home Exchange: modello di vacanza “condivisa”

Nel 2006 usciva nelle sale cinematografiche di tutto il mondo un grazioso film sentimentale dal titolo “L’amore non va in vacanza” (The Holiday).

Oltre a essere divertente e ben recitata, la pellicola portava al cinema per la prima volta l’home exchange, modo alternativo di concepire le vacanze.

Conosciuto anche come “house swapping”, lo scambio casa è un servizio di ospitalità col quale due parti si accordano per offrirsi rispettivamente la propria dimora come alloggio per un certo periodo di tempo. Lo scambio avviene senza monetizzazione, dunque è una forma di sharing spaziale collaborativo sempre più apprezzata.

“The single most sensible, logical and intelligent method of vacationing”

Così Arthur Frommer, celebre scrittore di viaggi, descrive l’home exchange nel suo libro “Ask Arthur Frommer“.

Non si può che concordare con lui, visto che questa modalità di viaggio è economicamente sostenibile (e dunque una scelta logica).

Lo scambio di casa porta le persone ad arricchire il proprio bagaglio culturale in modo immediato. I viaggiatori si confrontano con una dimora che fornisce uno spaccato di vita della famiglia con la quale si è effettuato lo scambio (con maggior coinvolgimento emotivo).

Inoltre l’home exchange fa emergere la capacità di organizzazione di coloro che si scambiano la dimora, visto che tipicamente non ci sono intermediari nella transazione. Subentra quindi anche l’intelligenza di pianificare uno scambio nel miglior modo possibile.

My House is Yours

Home Exchange

My House is Yours

Un interessante studio dell’Università degli studi di Bergamo è andato a indagare il profilo di questa nuova tipologia di viaggiatori a partire dalle motivazioni che muovono verso questa scelta. Le due autrici hanno condotto l’indagine sui 46.000 soci di HomeExchange.com, organizzazione leader dello scambio di casa.

Motivazioni dell’iscrizione a HomeExchange.com

Il motivo principale dell’iscrizione al portale è quello di risparmiare (33.3%), seguito dal desiderio di viaggiare più spesso (23.1%) e dalla ricerca di un’autentica esperienza culturale (18%).

Parole chiave sono anche “avventura”, “conoscere nuove persone” e “stare lontano dai soliti circuiti del turismo di massa”.

Prospettive future

A detta delle autrici , l’home exchange “è il risultato del mondo globalizzato, che usufruisce di tutti i vantaggi della diffusione di tecnologie sofisticate.”

Esperienze di consumo collaborativo come lo scambio di casa stanno reinventando il ruolo degli utenti, sempre più insoddisfatti verso il loro ruolo di consumatori passivi manipolati dal marketing.

Non stupisce dunque che le persone si rivolgano verso modelli di consumo che valorizzano l’utilità rispetto alla proprietà, la comunità rispetto all’egoismo e la sostenibilità rispetto allo spreco.

Tutto ciò a dimostrazione che l’home exchange è veramente un aspetto genuino di sharing as caring.

 

Written by beerok23

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale nel 2010, nella vita lavora in Bicocca come dipendente ed è mamma di Andrea Elena. E' l'amministratrice del sito e si occupa di space sharing.

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