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A Milano il crowdfunding illumina il nuovo Porta Venezia Rainbow District

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È banale, eppure grazie ai social media non è mai stato più facile di così esprimere la propria voce e scegliere quali progetti sostenere. Un bell’esempio arriva da Milano, dove per Natale le vie del nuovo Porta Venezia Rainbow District, luogo di ritrovo della comunità lgbt milanese, si sono vestite a festa con un progetto di crowdfunding.

L’operazione, ribattezzata Milano under the rainbow è stata lanciata da Paolo Sassi, titolare del locale Leccomilano, insieme agli altri esercenti della zona di Porta Venezia e del Lazzaretto. Obiettivo: raccogliere fondi per illuminare via Lecco con i colori dell’arcobaleno, simbolo della lotta per i diritti della comunità lgbt.

La campagna crodwfunding

Per sostenere i costi è stata aperta una campagna di raccolta fondi su Eppela, la più grande piattaforma crowdfunding italiana, ed è arrivata in breve a raggiungere il suo secondo traguardo, oltre 1500 euro. Obiettivo finale: 6.000 euro, necessari per l’acquisto e la posa delle luminarie, oltre all’occupazione del suolo pubblico.

Le luci, è proprio il caso di dirlo, si sono accese il 7 dicembre, con il sostegno dei commercianti della zona, delle principali serate gay milanesi e del Municipio 3 di Milano, raccogliendo consensi ed critiche.

Eugenio Pezone, organizzatore e coordinatore della comunicazione della campagna di crowdfunding, ci ha raccontato qualcosa di più su questo progetto.

Come è nato questo progetto?

Questo progetto nasce da un’idea dei frequentanti della zona Lazzaretto di Porta Venezia. Questo distretto sta diventando il riferimento della comunità lgbt della città ma di fatto non è ancora enormemente sviluppato. L’alto traffico portato dalla comunità lgbt la sta lentamente riqualificando. I bar crescono bene, hanno aperto dieci ristoranti in 4/5 anni, di cui anche alcuni di alto livello. La presenza di molti esercizi commerciali garantisce anche una speciale pulizia notturna. Per cui la zona, grazie a tutto questo movimento, riesce ad essere sempre bella e pulita. E ci siamo detti, perchè non l’addobbiamo e la rendiamo ancora più bella?

Perche avete scelto il crowdfunding?

Abbiamo scelto di appoggiarci ad una piattaforma crowdfunding perchè non sembra ma le luminarie per 4 strade costano 10.000€ e solo i commercianti non sarebbero riusciti a pagarle, serviva una mano di tutta la comunità. Eppela, perchè è la piattaforma di crowdfunding più usata in italia ed, al di là di questo, è l’unica che fornisce un consulente che segue passo passo per programmare gli obiettivi e massimizzarli. E, per noi che avevamo bisogno anche di grafica, è stato molto utile.

Il progetto ha raccolto consensi e critiche. Ci racconti qualcosa?

In realtà il progetto è stato accolto con enorme enorme successo. Ripeto due volte enorme anche perchè è stato inaspettato. Ci hanno accolto bene non solo le persone che passavano in Porta Venezia ma anche gli attivisti, le associazioni, i commercianti e le serate lgbt che hanno dato un contributo importante. Si è attivato davvero un enorme gruppo di persone e siamo riusciti a risvegliare un po’ la coscienza della comunità. C’è stato anche l’appoggio del Municipio 3 del comune di Milano che ha concesso le autorizzazioni in breve tempo proprio perchè il progetto di riqualificazione autonoma della zona è piaciuto tantissimo anche ai nostri riferimenti politici.

Le critiche che abbiamo ricevuto sono state varie, alcune legittime, altre meno. Qualcuno all’interno della comunità lgbt stessa si lamentava dell’accostamento del simbolo arcobaleno al Natale. Ma le critiche (e le offese) peggiori ci sono arrivate da alcuni residenti della zona. Questo genere di critiche sono comuni, e sono comunque state tutto sommato minoritarie, non c’entrano molto con le luminarie o con la riqualificazione di un quartiere, ma sono collegate all’omofobia che ancora esiste. Per questo noi scegliamo di uscire in strada e dire che ci siamo, incluso con le luminarie.

E per il futuro?

Per il futuro, prendiamo questa iniziativa come volano per far crescere il Milano Rainbow District un’associazione di attivisti e commericanti della zona. L’obiettivo è continuare a  occuparsi della riqualificazione del quartiere e del patrocinio di tutte le attività lgbt della città.

 

Written by Martina

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso lo IULM. Oltre a studiare, lavora in un ufficio stampa e scrive per NinjaMarketing. Su Sharing as Caring gestisce la sezione dedicata al crowdfunding.

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