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Equity crowdfunding: cambiano le regole per le PMI con il nuovo regolamento Consob

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Buone notizie per le tutte le piccolo e medie imprese italiane arrivano dal fronte crowdfunding. Con il nuovo regolamento Consob in vigore dal 3 gennaio 2018 anche loro, come era già possibile per le start-up e per le PMI innovative, potranno raccogliere capitali di rischio sul web grazie al finanziamento collettivo.

L’obiettivo delle nuove norme è allargare il numero di soggetti che possono finanziarsi tramite crowdfunding, stimolando così indirettamente una crescita dell’economia.

Quali sono le PMI ammesse

Il nuovo regolamento stabilisce alcuni requisiti che le PMI devono avere per essere incluse.

  • Microimprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.
  • Piccole imprese con meno di 50 dipendenti e un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.
  • Medie imprese con meno di 250 dipendenti e un fatturato non superiore a 50 milioni.

Obblighi per i gestori dei portali crowdfunding

Per tutelare gli investitori, i gestori dei portali dovranno aderire a un sistema di indennizzo, con le caratteristiche indicate dall’articolo 59 del Testo unico della finanza (Tuf). In alternativa, potranno stipulare una polizza assicurativa per responsabilità professionale per danni derivanti al cliente dalla loro attività.

I portali dovranno rendere chiaramente visibili al pubblico i servizi offerti, le garanzie e le regole di trasparenza previste dalla normativa nazionale.

I riferimenti normativi

Per la raccolta di capitali e fondi, in particolare online, da parte delle PMI, bisogna fare riferimento al regolamento Consob del 26 giugno 2013 e a quello del 29 novembre 2017. Entrambi adeguano la normativa secondaria di emanazione Consob in materia di equity crowdfunding alle modifiche apportate al Tuf (testo unico dell’intermediazione finanziaria, Dlgs 58/1998 ).

La normativa che consente alle PMI di raccogliere capitali via internet è infatti contenuta nell’articolo 1, comma 5-novies e nell’articolo 50-quinquies del Tuf.

In materia è anche intervenuto il Dlgs del 3 agosto 2017 n. 129, di attuazione della direttiva 2014/65/Ue (Mifid II), che ha previsto ulteriori modifiche alle disposizioni del Tuf in materia di raccolta di capitali di rischio tramite portali online, anch’essa da poco entrata in vigore.

 

Written by Martina

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso lo IULM. Oltre a studiare, lavora in un ufficio stampa e scrive per NinjaMarketing. Su Sharing as Caring gestisce la sezione dedicata al crowdfunding.

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