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Un esempio di coworking in una piccola comunità: Co.Co. a Cologno al Serio

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Intervista ad Alessio Barbarino, fondatore di Co.Co. Work’in

Per dimostrare che l’idea del coworking sta prendendo piede anche a livelli geograficamente più limitati rispetto alle grandi città, abbiamo intervistato Alessio Barbarino, il quale ha avviato la startup BFast, la quale offre servizi di grafica pubblicitaria, comunicazione, stampa e web design, con una particolare specializzazione nel fotoritocco digitale.
Il 30 maggio di quest’anno, Alessio è stato fra i fondatori che hanno inaugurato “CoCo Work’in“, uno spazio di lavoro in condivisione a Cologno al Serio (in provincia di Bergamo) in collaborazione con il Mobilificio Marchetti.

Ciao Alessio, di cosa ti occupi nella tua vita professionale?

Mi occupo di comunicazione, sono un grafico pubblicitario da quando ho 22 anni e lavoro in proprio dal gennaio 2012.
Nel dettaglio realizzo cataloghi di moda, foto-ritocchi, loghi, corporate, pagine pubblicitarie…

Come è nata l’idea di creare uno spazio di coworking nel comune di Cologno al Serio (che conta poco più di diecimila abitanti)?

L’idea è nata da me, un giorno passando a trovare i ragazzi del Mobilificio Marchetti (sede attuale del Coworking) vedendo una sala vuota ho pensato subito che quel posto andava riempito con qualcosa di particolare ed innovativo. Ero già a conoscenza dei Coworking, visto che frequentatavo abitualmente alcuni CoWo di Milano, ma ora era il momento di farlo a casa nostra. Stanco anche di stare in casa (visto che ho anche un ufficio in casa) e spinto dalla voglia di fare qualcosa di diverso l’ho proposto, e Paolo e Beppe (titolari del Mobilificio Marchetti), che hanno subito accolto il progetto.
Tutto l’arredamento è firmato da una grande azienda di nome LAGO.

Sulla vostra pagina FB definite CoCo Work’in come “uno spazio polifunzionale dove il design crea un ambiente accogliente, connotato da uníatmosfera home-feeling”. Quali servizi offrite?

I servizi sono quelli che offre uno spazio di lavoro condiviso quindi dalla connessione internet, all’utilizzo delle scrivanie, servizi, utenze…
Spesso organizziamo eventi presso bar e/o location particolari per sponsorizzare un pò tutto il concept che c’è dietro a questo progetto.

A quali categorie lavorative (e non) pensate di rivolgervi maggiormente con questo progetto?

In generale liberi professionisti, grafici, web designer, commercialisti, architetti, geometri, insomma tutti quelli che non hanno bisogno di chissà cosa se non del loro computer e di una scrivania. E’ ovviamente aperto anche a tutti gli altri, ma per un discorso anche fiscale e di pagamento è comunque consigliabile il fatto di avere una partita iva per fatturare il costo.

Come descriveresti il vostro spazio di coworking in tre aggettivi?

Moderno, particolare, informale.

L’iniziativa è attiva da pochi mesi. Ritieni che stia avendo successo o è ancora presto per dirlo?

E’ ancora presto per dirlo, non l’abbiamo sponsorizzata tantissimo volutamente perchè ci sono ancora molti lavori da fare (in termini di progetto). Credo però che se fosse stato in centro città forse sarebbe già pieno.

Credi che ci siano degli aspetti migliorabili?

Sì, a partire dalla connessione: siamo a 30MB, che non è male, ma in questi spazi l’ideale è avere la fibra ottica, che è arrivata a Cologno solo qualche mese fa ma ha ancora lacune e costi troppo alti. Un altro aspetto è riuscire a diventare autonomi dal mobilificio perché al momento seguiamo i loro orari per motivi di accesso e di sicurezza. L’ideale sarebbe avere una persona stabile che faccia da segretaria e punto informazioni e riuscire a ottenere libero accesso 24/7.

La vostra filosofia è che “gli uffici tradizionali non hanno più senso”. Pensi davvero che il lavoro in spazi condivisi rappresenti il futuro della libera professione?

Sì, il futuro è questo. Le più grandi aziende mondiali (come Apple, Google e tante altre) adottano questo tipo di spazi per lavorare. E’ risaputo che migliorano ogni tipo di aspetto della tua vita, non solo quella lavorativa.

Infine, avete in mente ulteriori iniziative culturali per ampliare ulteriormente la fama di CoCo Work’in e sfruttare le sue potenzialità come spazio condiviso?

Ci piacerebbe digitalizzare il più possibile lo spazio per avere così molti punti CoCo sparsi nei vari paesi/città, ma c’è dietro molto lavoro, quindi per ora è solo un’idea da concretizzare.

Se siete interessati, scaricate il Flyer illustrativo di Co.Co.

 

Written by beerok23

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale nel 2010, nella vita lavora in Bicocca come dipendente ed è mamma di Andrea Elena. E' l'amministratrice del sito e si occupa di space sharing.

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